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La cultura della cittadinanza

di Francesco Pasquali

Nel mondo della scuola arrivano due importanti novità. La prima è che da settembre partirà l'insegnamento della Costituzione in tutte le scuole di ogni ordine e grado e la seconda è lo stanziamento di circa due milioni di euro destinati a campagne di educazione stradale nelle scuole.
Al rientro sui banchi di scuola gli studenti troveranno una nuova materia, «Cittadinanza e Costituzione», che sostituirà il vecchio insegnamento di educazione civica. Si tratterà di un nuovo corso della durata di 33 ore con un proprio orario obbligatorio ed una valutazione autonoma e specifica. Il che vuol dire che non sarà più lasciato alla discrezionalità del docente quanto spazio riservare a questi temi e che la nuova disciplina sarà considerata alla stregua delle altre materie e non potrà essere trascurata come troppo spesso è accaduto negli anni passati. La nuova materia avrà un campo d'azione particolarmente ampio, il programma infatti non solo prevede lo studio della Costituzione e del funzionamento delle istituzioni, ma affronterà anche i temi dell'educazione ambientale e del volontariato.

La reintroduzione nei programmi dello studio della Costituzione, così come sollecitato anche dello stesso Presidente Napolitano, è davvero un modo efficace e concreto per restituire ai giovani il senso di appartenenza alla comunità nazionale e locale e per renderli consapevoli che in un paese civile devono sempre coesistere in maniera equilibrata diritti e doveri. E' importante che si parta dalla scuola per ricostruire dalle fondamenta il senso civico che è alla base del vivere comune e per insegnare le regole di una civile convivenza che porti al rispetto degli altri e del mondo che ci circonda. L'ora di educazione alla cittadinanza è un presupposto fondamentale per fare in modo che i giovani diventino cittadini attivi e responsabili e rappresenta un forte segnale dell'intenzione di ridare alla scuola la sua funzione educativa. La nuova materia faciliterà l'acquisizione di un maggiore senso civico e la conoscenza di quelle regole basilari che sono il minimo comune denominatore di ogni società che vuol dirsi civile. In quest'ottica l'introduzione di questa disciplina potrebbe apportare notevoli risultati anche nella lotta ai gravi e frequenti fenomeni di bullismo che sono sempre più diffusi nelle scuole italiane. Insegnare a scuola i basilari principi costituzionali del nostro Paese è inoltre un momento importante nel processo di integrazione socioculturale degli studenti stranieri e delle loro famiglie.

Anche lo stanziamento di circa due milioni di euro destinati a campagne di educazione stradale nelle scuole è un provvedimento da accogliere con favore, soprattutto in considerazione del sempre maggior numero di incidenti stradali che vedono coinvolti giovani e giovanissimi. La scuola per la prima volta verrà chiamata a svolgere un ruolo di primo piano nella costruzione della cultura della sicurezza stradale. Parte dei proventi verranno ricavati dalle multe e saranno spesi per promuovere percorsi formativi, a seconda degli ordini e gradi di scuola, finalizzati allo sviluppo nei giovani dell'autonoma capacità di giudizio, della conoscenza e del rispetto delle norme di legge, dei comportamenti corretti da tenere sulla strada e della consapevolezza del rapporto tra stile di vita e stile di guida.

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Marzo 2009 12:08  

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